Io dono perché

Diamo voce ai donatori

22 Aprile 2021 Novità

Da venerdì 8 gennaio parte la nuova campagna di comunicazione “IO DONO PERCHÉ” di AVIS Provinciale Bergamo per promuovere l’importanza della donazione di sangue.
E lo facciamo con dei testimonial d’eccezione: i DONATORI.

Nei mesi scorsi abbiamo lanciato un contest chiedendo loro perché donano e quali sono le motivazioni che li hanno portati a donare.

Ci sono arrivate tantissime testimonianze, oltre 500.
Tutte raccontavano esperienze personali molto significative.

La scelta non è stata semplice e alla fine ne abbiamo individuate 12, una per mese, che ci accompagneranno per tutto il 2021.

GIANMARIO LOCATELLI

Si chiama Gianmario Locatelli, ha (quasi) 45 anni, fa il parrucchiere e vive a Bolgare. La sua prima donazione risale al marzo scorso, in pieno «lockdown». È lui il protagonista del mese di aprile, del calendario 2021 dei donatori di sangue. Anche il suo ritratto è opera dei ragazzi di «Tantemani», l’officina laboratorio della Cooperativa Patronato San Vincenzo.
«Provengo da una famiglia di avisini, ma per quanto riguarda la donazione – racconta Gianmario Locatelli – sono sempre stato piuttosto “pigro” nel decidermi. Tanto che venivo consi-derato un po’ la pecora nera. Per anni – prosegue ancora Gianma-rio – ho trovato mille motivi per rinviare questo impegno, com-preso – confessa – un certo timo-re nei confronti degli aghi che mi spingeva a spostare sempre più in là nel tempo la decisione definitiva».

Finché non è scattata la mol-la, proprio durante l’emergenza sanitaria. «Non ho una motiva-zione precisa – sostiene Gianmario – ho sentito che era il momento giusto e l’ho fatto. Ri-cordo ancora oggi l’emozione che ho provato, quando quella domenica mattina di marzo 2020 sono uscito di casa per recarmi all’ospedale di Calcinate per donare: non c’era in giro nessuno. Eppure quel piccolo gesto, in un momento così tragico, è riuscito a riempirmi di gioia». Tanto che lo scorso settembre ha deciso di aderire al contest – lanciato dalla nuova campagna di comunicazione di Avis, #iodonoperchè – per raccontare queste emozioni. «Non avrei mai pensato di essere scelto come testimonial – dice – ma ne sono orgoglioso».
E adesso che ha preso il volo come donatore, Gianmario Locatelli potrebbe valutare anche una sua discesa in campo un po’ più operativa. «So che l’Avis di Bolgare è sempre alla ricerca di nuovi collaboratori. In questo momento ho ancora i bambini piccoli e tutto il tempo libero cerco di dedicarlo a loro. Ma fra un po’ potrei pensare di aiutare più concretamente la mia Avis».
Intanto è al lavoro perché pic-coli donatori crescano: «Ho coinvolto subito nella mia scelta sia Davide, di 8 anni, che la sorel-lina Matilda, di 5 anni. Mi piace parlarne con loro, ovviamente con il giusto linguaggio. La dona-zione è un piccolo gesto, ma è importante contribuire a far crescere nei bambini attenzione e sensibilità per la comunità in cui viviamo».

ZAIRA PATELLI

Si chiama Zaira Patelli, giovanissimo medico di Casazza, la protagonista di marzo del calendario 2021 di Avis provinciale Bergamo. Donatrice lo è diventata da po-co, proprio durante la pandemia: «In pochi giorni, l’anno scorso – racconta – il mio microcosmo è stato travolto, mi mancavano solo 3 esami alla laurea, pochi mesi, ma ufficialmente non ero ancora un medico, quindi potevo fare poco o nulla di fronte a questa tragedia sanitaria se non starmene a guardare ed aspettare immobile».

È allora che ha pensato di entrare a far parte della famiglia degli avisini: «La donazione mi ha permesso di sentirmi un pochino meno impotente, di poter fare qualcosa di concreto per aiutare gli altri, e ora non ho proprio intenzione di smettere». Tanto che per raccontare la sua esperienza ha aderito al contest #iodonoperchè, la nuova campagna di comunicazione di Avis provinciale Bergamo, ed è stata scelta insieme ad altri 11 donatori, come testimonial dell’almanacco realizzato dagli artisti di «Tantemani» (l’officina laboratorio della Cooperativa Patronato San Vincenzo).
La prima donazione ad agosto, poco prima del traguardo della laurea raggiunto a settembre, e adesso, da medico, si divide tra una a casa di riposo e una struttura pediatrica. Ed è proprio in veste di operatore sanitario che lancia il primo appello ai coetanei: «Se vuoi contribuire ad aiutare altre persone, i nostri ospedali e la nostra sanità – dice con entusiasmo Zaira – , contatta la sede Avis più vicina a te, iscriviti e inizia a donare: il tuo gesto – assicura – varrà più delle mie parole!». 

EDOARDO SACCHI

Continua il progetto #iodonoperchè con la testimonianza di Edoardo Sacchi, donatore di Avis Arcene e di professione infermiere in un reparto Covid.

Scelto, insieme ad altri 11 donatori, tra gli oltre 500 che hanno aderito al contest #iodonoperchè, Edoardo spiega i motivi della sua partecipazione, alla nuova campagna di comunicazione, molto semplicemente: “Mi sembra fondamentale far sapere a tutti, ancora una volta, quanto sia importante la donazione. E lo dico da addetto ai lavori. Siamo stati tutti molto concentrati sul Covid, ma anche durante la pandemia le sacche di sangue sono state preziosissime e ci hanno garantito l’autosufficienza, senza doverci preoccupare almeno di questo. Straordinario quanto bene possa fare un piccolo gesto”.

Edoardo, 28 anni appena compiuti, donatore lo è diventato appena raggiunta la maggior età. “Tutto merito dell’Avis del mio paese, Arcene – assicura – che vanta una serie di iniziative dedicate ai più giovani”. E proprio sull’onda di uno di questi eventi – la lettera che al compimento dei 18 anni viene inviata a ciascun giovane di Arcene con tanto di invito per un aperitivo – Edoardo Sacchi ha deciso di iscriversi all’associazione. I primi passi li muove da donatore, ma poi si lascia coinvolgere anche in un ruolo più impegnativo diventando dirigente, all’interno di un consiglio rigorosamente under 35.

 “Per questo riusciamo a coinvolgere più facilmente i nostri coetanei – sostiene -. Adesso speriamo di poter riprendere presto tutte le attività sospese lo scorso anno con le scuole e con l’oratorio. Comunque l’impegno dei nostri donatori – ci tiene a chiarire – è costante indipendentemente dall’età, basti pensare che abbiamo chiuso un anno difficile come il 2020 a quota 223 donazioni. Qualche preoccupazione tra i nostri iscritti, soprattutto durante i primi mesi, c’è stata, ma nessuno ha mai mollato, la voglia di essere d’aiuto a qualcun altro è sempre stata più forte”.

GLORIA CHINELLI

E’ il ritratto di Gloria Chinelli, giovane donatrice di Gandosso, ad inaugurare, per il mese di gennaio, lo speciale calendario 2021 dei donatori di sangue, realizzato dai ragazzi di Tantemani, l’officina laboratorio della Cooperativa Patronato San Vincenzo.

Gloria, 25 anni, è stata tra gli oltre 500 donatori che hanno riposto al contest lanciato dalla campagna di comunicazione di Avis,  #iodonoperchè. “L’ho fatto di slancio – dice – in fondo io devo così tanto alla donazione. Durante il parto mia mamma ha avuto un’emorragia gravissima e ha avuto bisogno di tante sacche di sangue per poter sopravvivere. Appena sono diventata grandicella me lo ha raccontato e sono cresciuta con il desiderio di ricambiare questo immenso gesto d’amore”. 

“La prima donazione – ci tiene a precisare – l’ho fatta a Sarnico l’8 dicembre 2013, compiuti i 18 anni. Anzi per non perdere tempo, mi ero già attivata a 17 anni e mezzo compilando il modulo per l’adesione, futura nel mio caso”.

Durante questa emergenza sanitaria non ha pensato neppure per un attimo di fermarsi: “A maggior ragione in questo periodo difficile credo sia importante non fare mancare il nostro apporto, coinvolgendo anche altre persone. Il primo a seguirmi è stato il mio futuro marito che, nonostante la paura per gli aghi, è giunto alla terza donazione. Ho impiegato cinque anni, ma alla fine – aggiunge Gloria con un pizzico di orgoglio – l’ho convinto”.

A raccontare, attraverso il calendario, la generosità degli avisini sarà un’esperienza diversa ogni mese che verrà utilizzata per promuovere la donazione di sangue anche attraverso i canali social. “Le testimonianze dirette delle persone, protagoniste di questo gesto importante, sono – secondo il presidente di Avis provinciale Bergamo, Artemio Trapattoni – il modo migliore per raccontare la nostra associazione e la cultura del dono”.